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Ipogeo Monti Lepini

La speleologia è nata per l'esplorazione delle cavità naturali libere dall'acqua, una variante, sempre legata comunque alle cavità naturali, è l'esplorazione delle cavità generate dall'attività vulcanica (grotte laviche).

Un altro degli aspetti cui la speleologia si dedica è lo studio delle cavità artificiali, detto anche speleologia urbana. Questa branca della speleologia si occupa di cavità di origine antropica: antichi cunicoli, miniere, reti fognarie, catacombe, ecc.

Una branca particolare, molto specializzata, è la speleologia subacquea, che si occupa dell'esplorazione di percorsi sotterranei (naturali o artificiali) allagati. In questo caso, le tecniche speleologiche sono affiancate da quelle della subacquea.

Abbigliamento specializzato

L'abbigliamento dello speleologo deve proteggere dal freddo e, per quanto possibile, dall'umidità; deve essere il più possibile semplice e privo di parti sporgenti, per evitare di incastrarsi sulla roccia nei tratti di progressione in strettoia.

Normalmente si utilizzano sottotute calde e leggere di pile e tute di nylon, in un sol pezzo, con chiusura mediante cerniera lampo, bottoni a pressione e/o velcro.
Il primo strato è costituito da una tuta in materiale termico sintetico tipo pile, fleece e simili (sottotuta); il secondo strato protettivo è costituito da una tuta in tessuto sintetico (di solito nylon + cordura), a volte parzialmente impermeabilizzato. Per grotte con acqua sono anche utilizzate tute completamente impermeabili, a tenuta stagna, in PVC.

Le calzature per speleologia devono garantire un buon compromesso tra impermeabilità e tenuta su roccia. La calzatura classica è lo stivale di gomma alto al ginocchio che però presenta notevoli problemi per la sicurezza in caso in grotta si sia costretti ad effettuare brevi nuotate in acqua profonda. Più comodo ed ormai di largo uso uno speciale scarpone simile a quello da escursionismo o alpinismo, ma con specifiche protezioni antiusura e impermeabili.

Per il trasporto di materiale si utilizzano appositi sacchi impermeabili di PVC, di varia dimensione, utilizzati per trasportare sia i materiali collettivi (corde, carburo, pronto soccorso, materiali per armo, altro materiale di riserva, etc.) che quelli personali (materiale per progressione, alimenti, strumenti di rilievo, etc.).

L'abbigliamento dello speleologo è completato da un sistema combinato costituito da un casco che, oltre allo scopo protettivo, funge anche da supporto per l'impianto di illuminazione.

Materiali per l'illuminazione

L'ambiente sotterraneo è completamente privo di illuminazione naturale; è pertanto necessario che lo speleologo provveda in proprio all'illuminazione.

L'impianto di illuminazione è normalmente costituito da due elementi:

  • un impianto primario costituito da una lampada ad acetilene
  • un impianto secondario costituito da una lampada frontale elettrica a batteria

Materiali per progressione

La progressione orizzontale in ambiente sotterraneo non richiede di norma materiali particolari (sono solo necessarie specifiche tecniche per il passaggio di strettoie, meandri sospesi e simili strutture tipiche dell'ambiente e dell'attività).

Materiali e tecniche specifiche si rendono invece necessari quando si devono superare strutture verticali (pozzi), alle quali normalmente si accede inizialmente all'estremità superiore. 

Nelle discese su corda per il superamento di pozzi questa viene normalmente fissata alla roccia mediante armo. Un armo è costituito da almeno due ancoraggi realizzati con tasselli (classicamente di tipo spit o fix muniti di placchette in acciaio o lega) per maggior sicurezza in caso di cedimento di un ancoraggio (o attacco). Gli ancoraggi costituenti un armo sono collegati tra loro mediante l'utilizzo di opportuni nodi realizzati sulla stessa corda di progressione, oppure mediante l'impiego di cordini indipendenti. Le gasse dei nodi della corda, o il cordino, sono uniti alle placchette sugli ancoraggi mediante moschettoni.

Lo speleologo indossa un'apposita imbragatura, derivata da quelle per alpinismo ma opportunamente modificata per meglio adattarsi al particolare utilizzo. All'imbragatura vengono agganciati i materiali per la progressione mediante un elemento di collegamento denominato maglia rapida o maillon rapide a forma di delta o semitondo in acciaio con diametro di mm 10:

  • un discensore (normalmente del tipo a pulegge fisse), con il quale calarsi lungo la corda, collegato all'imbragatura con un moschettone con ghiera a vite, completato da un secondo moschettone senza ghiera di "rinvio o rimando"
  • una coppia di bloccanti, che permettono la risalita lungo la corda.

La configurazione tipica prevede:

    • un bloccante ventrale fisso, collegato direttamente all'imbragatura tramite il maillon rapide
    • un bloccante mobile tipo "maniglia", collegato all'imbragatura sempre tramite il maillon rapide a mezzo di una longe di corda dinamica (diametro minimo mm 9). Detta longe ha lunghezza variabile in funzione delle caratteristiche geometriche dello speleologo (in particolare in funzione della lunghezza del suo braccio)
    • una staffa o pedale di fettuccia o cordino in cui si possono infilare uno o entrambi i piedi ed attaccata alla maniglia mediante un moschettone. Quest'ultimo, obbligatoriamente munito di ghiera di sicurezza, assume anche la funzione di seconda longe
    • una longe, ovvero una corda od una fettuccia, di lunghezza adeguata (la lunghezza ideale del sistema longe + moschettone è di circa 41 cm), collegati da un lato direttamente all'imbragatura tramite il maillon rapide e dall'altro dotato di un moschettone senza ghiera e possibilmente a pera. La longe (elemento cui dare grande affidabilità e quindi frequentemente revisionata e sostituita) serve per assicurarsi sugli armi, sia nelle discese che nelle risalite, entrando o uscendo dal pozzo, nonché quando si passa un frazionamento (ovvero un attacco intermedio eseguito tra l'armo iniziale e la base del pozzo, tipicamente utile (o meglio necessario) per eliminare possibili sfregamenti della corda per contatto sulla roccia.

La tecnica di risalita è la seguente: rimanere appesi al bloccante ventrale, portare più in alto possibile la maniglia, spingere con i piedi sulla staffa per far risalire il ventrale, ripetere.

L'equipaggiamento collettivo della squadra che affronta una discesa in grotta prevede: corde, moschettoni, maglie rapide, spit, fix, placchette, cordini e fettucce, sacchette d'armo, trapano. Le sacche d'armo, in dotazione ai soli speleologi più esperti che provvedono ad attrezzare le discese, devono contenere almeno: martello, piantaspit, cannuccia per pulizia fori, filettatore manuale.

Nell'equipaggiamento collettivo per progressioni in ambienti ipogei speciali abbiamo: materiale da disostruzione, canotti gonfiabili, attrezzatura speleosubacquea.