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ARTENA è una cittadina di quasi 15 mila abitanti situata a 35 km a sud della Capitale. E’ posta sulla primissima propaggine settentrionale della catena dei Monti Lepini, ed infatti il suo territorio domina a Sud/Ovest la pianura litoranea che da Velletri arriva al mare; e a Sud/Est controlla la Valle del Trerus (Sacco), meglio conosciuta come Valle Latina, gettando il suo sguardo fino ai primi contrafforti dei Monti Prenestini. A Nord, invece, Artena “guarda” ai Castelli Romani.
La sua posizione strategica ha caratterizzato lungamente la vita della città, che nel suo nucleo storico è rimasta praticamente uguale dal 1557.
In quell’anno la vecchia città di Artena, che allora si chiamava Montefortino, fu completamente distrutta: rasa al suolo, incendiata, arata e seminata col sale.

Le distruzioni sono state molto costanti nella storia di Artena (Montefortino). La prima che si conosce avvenne nel 1237, quando il Papa Gregorio IX e l'imperatore Federico II si erano dichiarati nuovamente la guerra. L'imperatore, a giudizio del Papa, aveva vincolato i diritti della Chiesa ed aveva fatto eleggere suo figlio Enzo, Re di Sardegna, terra che era assoluto feudo papale. Gregorio IX, certo che Federico II volesse fare di Roma la capitale del suo impero, lo scomunicò per la seconda volta. A Roma, però, Federico trovò valido appoggio in alcune tra le famiglie più importanti che erano schierate contro il Papa. Il cardinale Giovanni Colonna, notoriamente contro il Pontefice, appena saputo della rottura completa tra il Papa e l'Imperatore, uscì da Roma con i suoi uomini armati e si portò a Palestrina, roccaforte della sua famiglia. Dalla città prenestina realizzò alcune spedizioni, occupando per conto di Federico II, Tivoli, Montecelio e il ponte sull'Aniene. Nell'estate del 1241 l'imperatore raggiunse il cardinale mentre le sue truppe saccheggiavano l'intera regione. Montefortino fece fiera resistenza agli attacchi portati dalle truppe imperiali, ma alla fine dovette capitolare. Tremenda fu la vendetta di Federico Il che ordinò la distruzione del paese. Artena (Montefortino) fu distrutta per altre tre volte nel periodo che va dal 1526 al 1557. Queste volte, però, furono le truppe papali ad annientare il paese. L'ultima fu la volta più terribile. La città fu completamente abbattuta, arata e seminata con il sale per ordine di Papa Paolo IV(Per saperne di più leggere il libro: "Arato e seminato col sale" di Vittorio Aimati).

La ricostruzione da quell’ultima crudele distruzione arrivò grazie soprattutto al Cardinale Scipione Borghese, che diventò padrone del feudo di Artena (Montefortino), e che per la città volle una riedificazione attraverso un piano urbanistico all’avanguardia per l’epoca. Oggi il Centro Storico - rimasto come allora - è un nucleo ben definito che si stacca dalla nuova Artena, realizzata invece nella valle sottostante, con una identità del tutto personale non solo nell’aspetto urbanistico-architettonico, ma anche in quello prettamente umano.
Il Centro storico di Artena è oggi abitato ancora da un migliaio di persone. Molti sono gli stranieri regolari che vi abitano, segno di una integrazione molto ben radicata; è inoltre abitato da anziani che non hanno mai voluto abbandonare il Borgo antico per inseguire una nuova sistemazione a Valle; ed è abitato anche da coppie di giovani sposi, che, facendo il percorso inverso dei loro genitori, hanno preferito trovare tranquillità e silenzio tra le pietre bianche e lisce di Artena “vecchia”.
Il Centro Storico di Artena non è carrozzabile: è tutto realizzato con gradoni selciati che compongono una serie di strade, stradine, vicoli, vie, viuzze, angoli, riseghe che si intersecano le une alle altre, creando una suggestiva mescolanza di punti caratteristici, di paesaggi mozzafiato, di suggestioni antiche. E’ oggi definito il Centro storico non carrozzabile più vasto d’Europa. In riferimento a questo record non è mai stata composta una classifica, ma certo se non è il più vasto del Continente, lo è sicuramente della regione.
La dimensione che si vive all’interno del Borgo antico è certamente legata al passato, a certi usi e costumi tradizionali legati ai secoli scorsi.
Attorno al Centro Storico per 3/4 di territorio c’è tutta campagna e il paesaggio è davvero invitante, A Ovest il Borgo è dominato dal pianoro della vecchia città (Piano della Civita1) dove sono stati effettuati importanti scavi archeologici che testimoniano la presenza di una città preromana, andata distrutta già nel III secolo a.C., e dai colli che formano la catena dei Monti Lepini. A Sud il Centro Storico è incastonato fra la dolina “della Prece” e del verde del Colle Patrarquara; mentre a Nord il Colle della Foresta viene tagliata da una strada ripidissima, altrimenti sarebbe stato attaccato alle prime case del Borgo.
E’ chiaro che se i visitatori vogliono conoscere Artena, devono visitare il Centro Storico, che ancora oggi è il prezioso scrigno che contiene quasi tutti i tesori della Città.
 
1 LA CITTA' SUL PIANO DELLA CIVITA. Artena è un toponimo antichissimo, di origine sicuramente pretolina. Tito Livio, storico padovano cui si deve la storia di Roma antica, conosceva sotto il nome di Artena due città diverse: una certamente del popolo dei Ceriti, posta tra Cerveteri e Veio e che fu distrutta al tempo dei re di Roma; l'altra Volscorum oppidum, di cui egli racconta l'assedio da parte dei romani. L'identificazione del luogo con l'Artena liviana, tuttavia, non convince gli studiosi. Secondo gli archeologi dell'università di Lovanio (Belgio) la topografia della roccaforte volsca, del tutto particolare, raccontata da Livio, non si collega affatto con la disposizione dei luoghi che presenta la "Civita"- il luogo dove sorgeva originariamente il paese - anche se la distruzione della prima fase edilizia della città, avvenuta attraverso un incendio, potrebbe provare che la stessa città sul Piano della Civita fossa stata oggetto di un assedio vero e proprio. Dal XVII secolo ad oggi numerose altre identificazioni sono state proposte anche se in modo troppo vago per autorizzare una localizzazione precisa. Solamente nel 1982 l'archeologo Lorenzo Quilici avanzò l'ipotesi che la città sul Piano della Civita fosse Ecetra, che era la grande metropoli del popolo dei Vo1sci. Tito Livio e Dionisio attribuiscono ad Ecetra un ruolo preminente nelle guerre che opposero, nei secoli V e VI, i Volsci ai Romani. Un'altra ipotesi fu avanzata, un secolo prima, dallo storico De La Blanchere, secondo il quale il nome della città antica potrebbe nascondersi sotto l'etnico greco Fortino, indicato da Dionigi di Alicarnasso nell'enumerazione dei popoli di origine latina che si riunirono verso il 500 per concludere la grande Lega Latina contro Roma. Se fosse questo il caso, la denominazione medievale di Montefortino (primo nome di Artena), potrebbe trovare la sua etimologia ancora più in alto, e cioè nello stesso antico nome della città che si trovava sul Piano della Civita. Da questo a voler restituire alla Civita il nome di Fortinum c'è solo un passo, anche se mai attestato da alcuna fonte antica. La soluzione del giallo dell'antica città del Piano della Civita, comunque, dipenderà esclusivamente da una futura scoperta.
 
EDIFICI E COSTRUZIONI
 
ARCO BORGHESE  - Dichiarato Monumento nazionale - E’ la porta d’ingresso della città antica, e il simbolo di Artena. E’ un uscio monumentale, edificato tra il 1618 e il 1624 grazie all’opera meritoria del cardinale Borghese che ha voluto come architetto Martino Longhi, anche se ci sono prove inconfutabili della presenza del Vasanzio. L’ingresso è davvero trionfale, e sebbene composta da una grandiosa massa di conci di tufo, appare leggero ed elegante.
PIAZZA DELLA VITTORIA - Edificata subito sopra l’Arco Borghese e nello stesso periodo, è il balcone della città “vecchia”. Dalla Piazza si ammira un vasto territorio di fronte lungo tutta la sottostante pianura.
PALAZZO BORGHESE - E’ il palazzo baronale della città. Fu casa prima dei Colonna e poi della famiglia Borghese che ancora oggi vi abita. All’interno sono contenuti preziosi tesori appartenenti alla famiglia, come la vasca dove Paolina Bonaparte faceva il bagno con il latte di capra o la splendida medusa del Bernini.
CHIESA DI S. MARIA DELLE LETIZIE - Realizzate sulle antiche vestigia di un tempio pagano dedicato alla dea Giunone.
CHIESA DI SANTA CROCE - La “madre” del Centro Storico di Artena. E’ la Chiesa posta sul punto più alto del Borgo a dominare la sottostante vallata. E’ del 1100 ma ha subito molti restauri fino ad oggi.
CHIESA DI SANTO STEFANO - Anche questa Chiesa posta all’interno del Centro Storico, e risale al periodo romanico.
Altri edifici sono: CHIESA DEL ROSARIO - CHIESA E CONVENTO DI SANTA MARIA DI GESU’ - PALAZZETTO DEL GOVERNATORE - ANTICA OSTERIA - GRANAIO BORGHESE- LE FORNACI - VILLA BORGHESE - LAGO LA TORRE (conosciuto come lago di Giulianello) - PIANO DELLA CIVITA
 
GENUINITA’
La presenza di ben tre ristoranti all’interno del Centro Storico distingue anche la gastronomia locale. Lo fa perchè i ristoranti suddetti producono solo ed esclusivamente cibi caserecci e tutti fatti in casa. Così come avviene praticamente all’interno di tutte le case di Artena che nella cucina ha una tradizione antichissima.
Due sono i cibi antichi e tradizionali della città: La Pizza Polenta e gli Gnocchi di Tritiglio.
La prima è una ricetta antica, tipica della tradizione popolare e contadina di Artena, fatta di ingredienti semplici ma semplicemente deliziosa. Purtroppo è un piatto che sta scomparendo e sono sempre di meno quelli che la sanno fare, ma ancora ci sono!
La seconda ricetta è fatta con gli gnocchi regolarmente fatti a mano con questo tipo di farina che rappresenta il residuo dell'ultima svestitura; è costituita da piccole scaglie di crusca, frammenti di germe e farina. In dipendenza dell'entità più o meno elevata di quest'ultima, il colore tende al biancastro o al grigiastro.
Altri primi piatti succulenti e propri di Artena sono gli Gnocchi Longhi e la Polenta sulla spianatoia (‘ndavoiatora).
Artena è la patria del Pane fatto in casa. Oggi questa tradizione è rimasta anche se non è più come un tempo, e altre città hanno assunto l’onere di ergersi a città del pane; ma un tempo la vera e unica città del Pane era Artena. All’interno del Centro Storico vi erano una infinità di forni tutti a disposizione delle massaie della città che quotidianamente li raggiungevano per cuocere il loro pane. Ancora oggi in molte abitazioni si usa fare il pane in case per proprio consumo, ed è una vera delizia.
TRADIZIONI
All’interno del Centro Storico si svolgono alcune manifestazioni ricorrenti e riconducibili alla sfera del folklore.
La Festa della Madonna delle Grazie di Artena si svolge ininterrottamente dal 1731. La Madonna delle Grazie è considerata la vera Patrona della città (patrona è Santa Maria Maddalena), per l’adorazione che tutti gli artenesi hanno per la “loro” Madonna. Ogni vigilia della terza domenica di Maggio la Sacra Immagine realizzata dal Sansovino a grandezza naturale, viene portata in processione, impreziosita dall’accompagnamento dei Cristi Fiorati, immensi Crocifissi inghirlandati per l’occasione delle confraternite presenti sul territorio.
Altra tradizione caratteristica del Centro Storico di Artena è Jo Peleo, rito antico e grande occasione per saltare il tradizionale fuoco di San Giovanni.  Il salto del fuoco a metà giugno e altri riti ad esso correlati, fanno parte di un grande patrimonio precristiano e pagano, molto legati ai grandi eventi della terra - come equinozi e solstizi - e a momenti importanti nella vita contadina come la mietitura. Il solstizio d’estate era considerato, per molte civiltà precristiane, un giorno da consacrare con atti propiziatori perché rappresentava l’inizio di una nuova fase, confermando il legame con la natura e con i suoi elementi che, in questa notte, acquistano caratteristiche portentose e benevole.
Altra tradizione del Centro Storico di Artena è il LIVE ARTENA, una sorta di kermesse artistico musicale, che richiama nel Borgo antico di Artena ogni fine settimana di Luglio, artisti delle più svariate discipline che espongono le loro opere, che cantano e suonano, che recitano. Il tutto alla presenza di quasi duemila visitatori a sera che si aggirano sulle antiche vie del Borgo.
Altre tradizioni di Artena: Palio delle Contrade, Festa della Maddalena, Carnevale artenese, Artena città Presepe.
 
Ma la caratteristica principale del Borgo Antico di Artena è la presenza all’interno del Centro Storico dei Muli, docili e silenziosi animali faticatori, che aiutano l’uomo praticamente in tutte le faccende domestiche quotidiane. Il Mulo è il vero e autentico mezzo di trasporto ancora utilizzato all’interno del Borgo, ed è necessario per poter vivere meglio e per sentire di meno la fatica di vivere in un luogo di difficile raggiungimento.
 
PER SAPERNE DI PIU'. A tutti coloro che leggendo questi brevissimi cenni storici fossero interessati ad approfondimenti sulla storia del paese di Artena, consigliamo di leggere alcuni libri. Il primo e' quello di Carlo Cadderi, "Artena ex cinere resurgo", scritto in occasione del centenario dell'apposizione del nuovo nome, nel 1973. Racconta la storia del paese, dalle origini al 1870. Parte invece proprio dal 1870, e racconta il XX secolo, il libro di Vittorio Aimati "Cento anni di storia artenese", attraverso fatti e personaggi che hanno caratterizzato il novecento. Un altro libro da non perdere è "Arato e seminato col sale", sempre di Vittorio Aimati, e racconta la storia dell'assedio e della distruzione di Montefortino avvenuta nel 1557. Una particolare attenzione va data anche ai libri cosiddetti tecnici e che parlano del sito di Piano della Civita scritti dagli studiosi Lorenzo Quilici e Roger Lambrechts. Altre citazioni meritano tutti quei libri che parlano dei personaggi della storia locale. Carlo Cadderi ha scritto un bel libro su Padre Ginepro Cocchi, missionario in Cina, martire e beato. Stesso argomento piu' approfondito, per un testo di Piero Proietti: "Missionario in Cina", che racconta la vita e le opere pastorali del beato Ginepro Cocchi. Segnaliamo, inoltre, Il Notaro Pubblico, catalogo sulla mostra allestita su Stefano Serangeli, nel 1999, che descrive il periodo di vita dello storico artenese. I libri citati, e tanti altri scritti sul paese, sono disponibili presso la biblioteca comunale. Per una attenta e dettagliata bibliografia sul comune di Artena, rivolgersi all'Ufficio Relazioni con il Pubblico, autore di queste note.